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Enzo Minarelli O' grande ventre dell'onda poesie 2002-2006 |
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Descrizione:
L'obiettivo consiste nel far rientrare dentro l'alveo della scrittura poetica l'arte, la scienza, la letteratura, la storia, l'architettura, la musica, la medicina, l'economia, lo sport, la politica, pertanto usare la poesia non come intreccio o specchio dell'anima, ma come cornice "in cui inserire più serie ricerche". Visivamente il testo si distende come un'onda; inizia come una lieve increspatura grafica, per prendere, nel corso del suo sviluppo, sempre più consistenza, la struttura centrata delle poesie si allunga a dismisura fino a divenire ondata o cavallone. Argomento: Poesia Collana: La scrittura e la storia diretta da Romano Luperini Piero Manni Editore, Lecce. Anno 2007, 176 pagine - € 16,00 - ISBN: 978-88-8176-912-4 Enzo Minarelli, dopo la laurea in Psicolinguistica a Venezia, sin dagli anni Settanta lavora sulla parola scritta che poi diviene orale, visiva e televisiva. È teorico della Polipoesia. Ha pubblicato libri di versi lineari e di critica sull'oralità e vocalità applicate alla poesia. |
inedito dal corpus del libro: |
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tenersi buono un verso per il declinare della sera tanta fregola che appena tocco terra a Boston letti i poeti minori idolatrati a torto trascurati l'acqua del lago ghiaccia in gola con quanta passione inseguir stranezze vichinga iniziazione eseguo un rito davanti a Snorri inutile fare lo gnorri metà giorno speso all'Accademia d'Arte ecco come nascono l'arcobaleno il vento le maree con umiltà assemblare foglio dopo foglio the Word Music Reykjavik Festival catalogue umettandomi l'indice purtroppo dalla nave dei folli o Brant solo figure Borders Airport Stores Massachusetts cash 100 subtotal 19 5% taxes total 19.95 immergo il volto fino in fondo l'infamia non si scorda Ulysses sottobraccio tramuta il sodo ghiaccio in fiume che bollore Scaldo la metafora kenning Hertz Avis Alamo i box svuotati la presenza di cornette sinonimi da evitare così le spiegazioni esperimento per criceti sotto alti cartelli rossi chiftain possessive case prosEdda sua figlia giocava con i folletti Liberty Jeep Chrysler rent a good car please Thrifty neither thieves nor thief elf se l'incontri salutalo Frigg Odin's wife e Frigida? non a tutti capita di vederli SwedenBorges era per caso svedese o islandese? l'uomo deve salvarsi in virtù dell'intelletto impossibile inforcare i cannocchiali Claes Oldenburg Chiat/Day Building sordido vortice divino inno alla conoscenza perchè no una salvezza tramite l'arte Black Macigno Tex Willer Kit Carson non faccio proprio nulla senza gioia Carson City Lucky Luke una Montaigne per degustare Blake ardo friggo conosco cresco esco di testa Happy Days al Mels Rose Drive in Sunset blvd tedio domenicale a distanza diafani caratteri Hollywood cubitale a lettere separate in orbita sbicchierate di ghiaccio pale di ventilatori a ciclo continuo polvere sollevata passi ininfluenti sulle impronte a Burbunk ricordo un atterraggio con i taxi in sciopero stelle spente non brucia più questo legno gl'infiniti stradoni Santa Monica que locura! che milonga per chitarra dadi e gaucho Radio-Shack Minolta allora Panasonic Lumix coprimi sto estraendo verdoni dal basso ventre giusti giusti quindici anni tra i due acquisti la verdad es que nadie puede herirnos puzzano piscio misto a sperma sudato tranne quelli che amiamo o ci amano capataz una parola usata ignorandone il senso morrai poveraccio ignorando cos'ha fatto tuo figlio continuo a rileggere a ripensare vita sprecata senza osare pro mausoleo familiare la Familiare sinonimo di Fiat 1100 la prima auto al contrario s'impone la parola orale alata sacra ponticelli artigianali la Venice Canal Walk ne ho fuso il motore tra Dosso e Sant'Agostino a me cafoscarino un baffo o turismo o vita vissuta forse la vecchiaia fra animale e anima giustizia la gioventù giustizia alla gioventù Ulisse spunta ovunque in Dante Keroauc in Eric il Rosso Groenlandia Leif suo figlio in Canada mutismi nei libri telefono all'help highway nella scrittura succedono succedanei di parole orali non danno informazioni stradali solo guai meccanici o danni tortuoso salire curva controcurva meandro andar e guidar svetta la bianca palla candida Palomar silenzio in fine quiete a dozzine i litigi una routine turn over un nulla mozzafiato breathtaking gun un cazzo ritto verso l'impalpabile vulva a cupola Dio è ovunque come Ulisse noi di preferenza siamo dappertuttto downtown San Diego Hotel Pickwick Point Loma dura duratura pietra a vista scale in ferro in terrazza miriadi lapidi bianche in verticale virgole sul prato aspettando Harry che arrancante arrivava in flagrante il ricordo la divinità alberga in noi più di noi stessi che sete alla Missión de Alcalá ojalá agua una metafora cadente casualità tra due immagini snow-cone granita granatina granatiere infilo la lingua tra gli aghi del cactus il linguaggio non è un fatto scientifico rigor Salk Institute Louis Kahn vertiginoso tra incastri angolari imprevisti spazioso senza quel poliziotto gentile a spalancarci i cancelli cemento e blu in linea confinanti quindi il re si condanna ad ascoltare una storia mozza lettore in re simmetrici i fori contro il levigato muro perpendicolare tridimensionalità piane marmi porosi già Levi il Primo osannò cancellature col mouse il rio diritto scorre diretto verso l'oceano attraverso il forno Yuma petrol station oasi luccicanti volano lamiere rami piogge torrenziali furibondi rintronar il libro non sceglie i suoi lettori il tornado s'abbatte in triplice filar notte in Arizona lampi che scattano foto al flash a Jalisco se metti tutte le cose in un libro siamo esatti esatti nell'occhio del ciclone come spargere benzina sul fuoco per il maestro orale mai scrivere parole tutto balla tutto trema non vedo che instabilità che suoni melodiosi nightingale usignolo ruiseñor nachtigall significa che il Sonora Desert è il mio deserto mai lasciare la guida all'arbitrio del volante a lei piace l'uomo solido cosciente omnipresente mura frontoni Cactus Cactus Cactus come districarsi viventi la mesa petrosa l'altipiano rosso mozzo molteplicità verde una complicità senza disordine moltitudine verde conficcata dall'alto secondo un piano vive ducent'anni vivono gli Hopi morti punge se scalfito droga il silenzio allucinogeno scalpi scampati destini pellirossa immerso anima e corpo capti un disegno immortale immenso al di là del Nevada le riserve indiane il serial killer a Phoenix girls stuprate al villaggio se hai problemi con la giustizia chiamami ti aiuterò rocce incolte contro le fattorie in pianura vallate sconfinate solcate da un'unica strada senz'acqua secchi ripieni incrinano le schiene alle squaw gli Este le chiamavano Delizie stai cercando il volto del mondo prima che fosse creato? sul pennone più alto sventolano le bandiere il rosso e il blu accomunano gli States con i Navajo manca il giallo tipicamente Indiano che insensata città Hopi è Walpi! fingere che nulla sia stato già scritto senza convinzione schiavo la stanza abitata da John Wayne tutto è già stato scritto che disdetta! maledizione! il Keva vietato visitarlo! niente telefono nè luce nè acqua corrente cerca l'amore di una donna per dimenticarla fittizio il rapporto cartapesta come Las Vegas in maschera questa mano può tremare io no i misteri meglio lasciarli insoluti plagiare normale sciorina Caproni a Tarragona erigono torri umane le soluzioni sempre inferiori alle attese più che infondere dubbi scompigliare le carte ad ogni verso ho davanti l'ignoto limo cesello tolgo aggiungo cambio il buttarsi in avanti il protendere oltre il bianco svuoto avvincente Vicente pionero del poema extenso tutto torna anche i cadaveri gonfiati dalla corrente tutto uguale lungo la Route 66 da Santa Fe lo stesso trenino elettrico sopraelevato di Pier Paolo Calzolari Villa delle Rose uguale Visitor Center Kingman un collage verbale una Buick una pubblicità Goodyear falliche pompe di benzina disperse tra Albuquerque e Hermosillo scoperta la vulcanizzazione un super copertone al Sequoia Park si specchia il militarismo imperialista statunitense avanti vent'anni nel versante tecnologico bump police car ogni riga riassume un cielo distinto tenía fe en el poder redentor de la poesía un'impari lotta tra fulmini e cime degli alberi la poesia non è ma deve essere quell'azzardo che strina di nero ferite ai tronchi azzurro bruciato marron cenere aperti in squarci soccombenti vincenti le scosse elettriche brucia il vento nella tua voce abuso unilaterale dall'alto prende il suo piacere a piacere esulta per breve tempo l'oratoria arborea poca aria salubre sulla Sierra Nevada bassi gli sfoghi insalubri cascate a salto triplo eloquenti dirupi spuma rinfrescante gelo il corpo statuario in atto natatorio per niente mite lo Yosemite ora l'indifferenza fa nevicare dentro all'anima carica golden rush sovraffollamento illusorio Fortyniners le parole nascoste sotto pelle come chicchi dorati anonimo parcheggio a lato LAWeekly l'oro pepita capita a me in Peak of the Week per ogni Parnell al varco c'è una Mrs.Katherine O'Shea Joshua pick pack puck drops of water in a fountain non serviam I am the film su e giù per gl'irti colli a Frisco siamo noi le montagne russe adesso non amandolo questo linguaggio lo distrugge Lloyd Wright rotondo lo scorgo a latere Union Square silence exile cunning eppure una magnolia basta a unirci Xanadu Gallery International Folks un prigioniero che sbircia un berretto arabo Monterey il monte e il re pescherecci laghetti una casa bianca simile alla Dama Bianca Raton Canyon mi parla molto più che il Grand Canyon lo glissa Duluoz pur leggendo Dr.Jekill e Mr.Hyde voglio restare in pace sporco anonimo misero o povero il tam tam pellerossa hanno un cuore i leoni marini un voltastomaco dentro le nuvole insabbiato cercando uno spontaneo prorompere di sentimento quante volte hai messo a dura prova la torturata attenzione non essere ansioso nel dire lettere baciare testamento che torturatrice d'eccezione sciamane mongole a gola spiegata lente oscillano Alimbi Tsedev folletti mugolanti alieni alias bam barabam non sempre ricordano vero? eccomi disteso con te sul pavimento impolverato peyotismo mescalero a scalare murianes in trance che voce roca Patrizia rauca la gomma muscolare del sesso che tedio! gutturali stridori Claus lamenti rituali addivinatori Mon Franz lo spezzettamento articolatorio sillabale piccioni morti incelofanati guano sull'erba pungitopo ripulisciti i piedi prima d'entrare nel mio attico prebabelico glossolalico oltre il senso Dies Irae possiede leggerezza disperata giusta violenza lunga la scura tomba dei discorsi tombali sotto fioche lampade di cucina a mezzanotte e passa rigor mortis diarrea cronica e invadenza materna m'incanta il bianco e nero come fotografare con un 70-35 i crocevia Theodor Carl Dreyer danese Adone a dismisura strega superstiziosa scismatica incredula malfacente e maldicente con la ciottola s'era fatta tagliare i capelli sghignazzate sarcasmi boccate d'ossigeno te col pollice alzato e appiedato sacco in spalla impara dalla Pulzella d'Orléans le giardinette linde con famigliole in gita domenicale sola soletta fortissima con le sue voci lo sai se ne vanno in giro col buco del culo merdo guardando le alghe mosse dalle onde capisce Joyce Alf l'asino qua personaggio là cambia la ricetta non l'impasto Walt Disney Music Hall tutta la gamma cromatica biancastra colorature sfumate Beccafumi il concerto visivo scandito dai ritmi luminosi quotidiani acciaio riflettente accecante per bellezzza labirintica la torre in riva al mare sciocche verità ondulatorie lo stesso legno per pulegge travi e violini pianoforti punge la mente solletica un senso atrofizzato giace il meteorite per metà là sotto vedi senza vederlo la circonferenza del cratere Judd cornice circolare il cerchio celeste è il quadro agreste purtroppo incastonato in me stesso incagliato dipinta la madre da Füssli prima che fosse presa d'Amleto padre consenziente l'orgasmo slega paranoie al Chinese Theatre Humphrey Bogart sfilerebbe l'ennesima sigaretta ci hanno insegnato con classe l'avvelenamento fissa il caminetto acceso non riesce ad addormentarsi melancolìa sfoglio i bianchi coniglietti del Dürer a letto Medelana Finale Emilia Final di Rero com'ero da dietro dentro il vigneto dentro il frutteto l'estasi una dorata abluzione cestinata un cubo sghembo terremotato un Boccioni acuminato come mettere una spada in mano ad un bambino farsi tagliare un piacere rosso riflesso Bucamante mia tronco mormora la cascatella ti buco Bugo si racconta tra festini e lavori precari Montale non è un poeta mòntale un borgo impavido veliero sbattuto in tempesta imbocco il Borgofollo poi la Selvabella la via Bandita nel downtown LA Gehry versus Arata Isozaki passata la tenebrosa tortura titanico scontro tra footbal germanico e italiano in fondo ha un carattere simile al mio bando ai bronci impossibili i paragoni tra i poggiapiano e pièveloci chimicamente ben assortito il pasticcino il muso non dura una fiammata aglio bruciato al barbecue per il compleanno al lavoro sudato qui Duluoz là Dlugacz Dollard Dedalus i rivoli infiniti dal medesimo personaggio Pozza di Maranello marameo mi c'inzuppo Abraxas t'anelo metà Dio metà Demone solo Santana torna l'Aleph sacro l'incipit riconoscersi all'inizio non mi torna il conto Ball segretario d'Hesse dieci Meridiani scontati da Bennet pasta Barilla tonno fagiolini lattuga e lettura nemmeno l'astio per il lupo della steppa agli antipodi irrazionalismo visionario e morigerato razionalismo la gioia è sempre alla nostra portata simboleggia la sirena bi-caudata la lussuria Fornovo Berceto la mia via francigena fino alla Cisa poi finisce arriva sempre un fine meglio Haifa che la guerra in Libano Supervixus Russ Meyer quando le maggiorate regnavano se il denaro è ebreo dispiega un'intera CNN su Hezbollah io vagabondo sullo sfondo i vagabondi del Dharma scritto su t-shirts seimila km in quattordici giorni cambio automatico il pieno ogni mattina if you are going to San Francisco chissà dov'era casa mia e quel bambino che giocava in cortile senza quel pauroso sbandamento straordinario isolamento in bambola il piacere è il bene ultradinamico se condito con sofferenza facciamolo Costa quel che costa il catalogo dei desideri vibrisse con cura tagliate moccio incrostato seduta a fianco cos'è? acciuga o sardina in scatola mal aperta incenso nastro oppiaceo smagnetizzato spezzato dalle testine sogno un linguaggio senza parole tritato come una polpetta Revox ecco Ball sballare dentro l'Hesse a saperlo apprezzare il richiamo muliebre immagino tutto lo stupore romano non il saluto ciglioleina le rende l'occhio cicciac clipclap Elagabalo ciglia nere guance rosse entra in Senato l'incastro automatico tipo cinghia di sicurezza imbellettato come una donna Calamity Jane più che Platone siamo plotiniani audace l'occhio che accalappia spesso si portava la mia mano alle labbra estasi lo stare fuori dal proprio corpo nel punto più basso 80 metri sotto il livello del mare vive la farfalla nella Death Valley abbacinante negare il mondo conta 3000 missili libanesi sulla Galilea bordate libagioni guardare in sé stessi anziché fuori sei costretta in casa suona in continuazione la sirena il mondo svela la connessione tra gli eventi rappresenti un misticismo erotico a me abbracciata amplesso al dente sotto il crocifisso lui Jahveh introduce la mano nella tua soglia indisturbato indesiderato indi indiscreto tu indignata dammi castità continenza ma non da subito l'armonia gaudente nel text sound targato Fylkingen a dieta mediterranea da domani se la baci contro il suo volere non ne trarrai dolcezza so aspettare seduto al tavolino in Union Square tune your run needle point find your flavour Macy's Chansellor Hotel Starlite room dancing Nike town tune your run Ipod l'illuso il motore immoto dal nulla trucabulario despertar do funâmbulo trucatruca trucchi trucatruca balocchi non ha genere non può essere definito non parla il Golden Gate rossiccio parla Alcatraz camiciola color panna giacca tight al collo una striscia nera di velluto annodata in stile croce S.Andrea ogni cosa tende a somigliare a Dio nessun cartello indica la falda di S.Andrea individua uno scopo la voragine si spalanca anche per 15 km tutte le arti tendono alla performance in nomine Pater tutto può crollare corre la placca tra l'highway e la route 101 felici quando contempliamo dal Gange al Colorado i secondi contati abbiamo artisti innati pazienti lungimiranti ogni notte un nuovo motel il Best Western conserva i materassi ad acqua infine non c'è un bel niente nessun nirvana accucciato nella saletta superiore alla City Lights chi è la porta? aneliti struggenti finte empatie finzioni fin nei muscoli facciali esiste solo la parola nirvana niente fotografie qui a Colom Bus mi spalmo squizzi di Nivea aspetto che la pelle assorba andare bel belli al Chinatown bello circondarsi di bello abbiamo sempre lavorato per il bello Broadway indica solo una via larga un freccione di venti metri si conficca sotto il Bay Bridge i suoni non imitano nulla Frisco viene scoperta da un europeo e si mantiene europea Schwitters usa la sonata senza usarla i colpi di tosse rimandano alla vera vita i colpi sparati dal pp ppp pppp ppppp poema issarsi su un groppo un Isou i colpi di glottide feriscono house auscultare Hausmann l'essere indeterminato ne è il suo aspetto più bello ognuno la può fare questa poesia il doppio senso di Chopin partendo dalla metà dispersa in principio dùdudu dùdudu a coppie procede la Lettre Rock segno di ricchezza espressiva abbondanza interlocutoria glossolalico l'io diviso più profondo aterminologico Homler s'attacca a Moss a Los Alamos ti fermi al caffè dove Fermi fermò il tempo i contrari non s'azzuffano i più i meno vanno a braccetto il musicale il male infernale gutturale labiale in Lablingdent manifesti stesi in nome del respiro eros non più alterità non meno generosità la voce regina sappilo vola in alto peritura nascitura fecondatore resistente all'altura spiccioli divini scampoli mortali petruzze sapienti colossi ignoranti Mobil Shall Chevron spennato dal gallo cedrone inside Hezbollah senza disarmarli ma Israele si sente sicuro Exploratorium digitando solo qui nascono gli scienziati tutto scoppia a Zabriskie point tutto scoppierà luccicano i battistrada segnalatori perfetti quante miglia con un gallone? costa niente il fuel guarda che la paghiamo cara noi la differenza vacancy prenotare c'è la cultura del viaggiare camion come opere d'arte mai visto Duel di Spielberg? go ahead go ahead non è intasata come l'autosole inquinata we must labour to be beautiful presa una multa a Palermo per divieto di sosta leggendo come e perchè diventare geisha I have got a fine in San Diego leggo il giorno dopo Yeats in Poetry Speaks ovunque multato everywhere I am fined I am fine thank you police enforcement stronzoni dagli occhialoni negroni un pranzetto ai diners con singola enne trattorie alla buona davanti il casotto del bagnino c'è la bandiera a strisce gabbiani tramonto abbracci nebbiolina triste baci colombini incredibile pensare che cinque anni fa avevo cinquant'anni presto saranno tredici come potevo essere tanto giovane quando la tua mano s'aggira tra i miei peli sé que busca las canas vagamente asombradas I know it is looking for gray surprises so che è in cerca di piacevoli canuti stupori allora Cortázar consegnami coltello e corteccia sii il mio zar comincerò a preoccuparmi tendré miedo a los catorce il numero quattordici non mi piace affatto per dirla tutta *** |
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Presentazione critica di Raffaele Perrotta alla Libreria Feltrinelli di Genova, il 14 marzo 2008. Ringrazio i molti presenti e devo dire loro che, stiamo per incontrare un'opera che per molti aspetti assume la dignità della maturazione del qui presente Enzo Minarelli. È un'opera che segue la falsariga della poetica di Enzo stesso, la poetica della polipoesia, ma qui è il segno, il linguaggio a dominare, è il segno il linguaggio della parola, ma non della parola tradotta direttamente dall'ecclesiastico verbum e quindi dal greco ora eracliteo ora giovanneo logos, ma il segno, il segno parola come il segno suono o il segno colore e poi la parola che serpeggia e che funge da orizzonte, da habitat, da raccoglitore di questa opera, è la parola delle parole nelle parole, la manifestazione della parola delle parole nelle parole è una manifestazione di polilinguisticità nella polidisciplinarità, innervate lo ripeto per l'ultima volta, sul tronco della parola delle parole nelle parole. Lo stesso autore sulla quarta di copertina, peraltro è un riecheggiamento dalla sua vertenza iniziale, parla della struttura centrata delle poesie, e cioè dei loci dell'opera, che si allunga a dismisura fino a divenire ondata o cavallone. Vi sono sempre dei netti stacchi, da riga sintagma a riga sintagma, eviterei di parlare di verso, riga sintagma riga sintagma, stacchi, salti, il senso di ciascuna riga sintagma è quindi un senso autonomo, autosufficiente, autoreferenziale, offendendo lo statuto semantico convenzionalistico, per cui ha da leggersi il microdiscorso autonomo, autosufficiente, autoreferenziale, nel suo registro di significante, e quindi tautologicamente, aiutandoci nell'esprimerci, è un significante che significa se stesso, e quindi una sfida, per il lettore, in quanto indagatore, in quanto leggente. Subito al primo impatto che io ebbi con questa opera, ricorsi a due figure, a mio avviso, fortunatamente non solo a mio avviso, straordinarie, della poesia mondiale, Goethe la chiamava Welt Literatur, la poesia mondiale, e queste due figure straordinarie sono quelle di Pound e di Eliot. Abbiamo dovuto attendere la venuta da oltre oceano di Pound e Eliot, la loro venuta per sapere che qui avevamo un tesoro immenso, un tesoro in Italia, quel tesoro prendeva il nome di Dante. Eliot e Pound poeti oltre che studiosi della poesia italiana, Pound ed Eliot hanno strutturato e sottolineo il termine, hanno strutturato, la loro poesia, secondo la struttura, l'ordo della comoedia dantesca, Pound ha un respiro infernale e un respiro paradisiaco, Eliot, con The Waste Land, La terra desolata, è il suo inferno, Il Mercoledì delle Ceneri è il suo Purgatorio, e I 4 Quartetti sono il suo Paradiso. Ma ancora, come primo impatto avuto con O' grande ventre dell'onda di Enzo Minarelli, io sono riandato ad una canonica linea della poesia italiana, quella canonica quella ufficiale, quella linea dalla quale non ci siamo allontanati se non con le dovute eccezioni, è quella linea che si diparte da Petrarca, passa per Tasso, arriva a Leopardi, poi nel Novecento all'Ungaretti del Sentimento del Tempo, con il suo recupero dell'endecasillabo, ma c'è l'altra linea quanto mai oscurata nella tradizione e nella storia della letteratura italiana, che è la linea Dante, ecco perché prima ho detto che è doveroso riconoscere l'importanza di Pound e di Eliot nel momento in cui hanno detto della importanza della poesia di Dante, de la comoedia. E, qui, terminando, aggiungerei che l'ispirazione dantesca, così centrale sia in Pound che in Eliot, e anche nel grande poema di William Carlos Williams, Paterson, e anche in un altro autore americano Le Roi Jones, e a questo punto è ovvio che il cerchio si chiuda, e si chiude dicendo che questa opera è sul solco di quella linea, la linea Dante, che finalmente la poesia italiana prende a ritracciare. Ed è interessante, qui sarebbe anche una domanda da formulare a Enzo Minarelli, ovvero questa virgoletta che si chiude a esponente di questo segno che è O, che potrebbe anche graficamente, indicarci o suggerirci la figura magica, antiqua, come non mai del cerchio, questa virgoletta a esponente della O che si chiude, e chiedere visto che lui lavora anche sulla vocalizzazione, come pronunziare questa O, ovvero come dirla dato l'apostrofo. |
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